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Max Linder (Gabriel-Maximilien Leuvielle n. 1883, Gironde – m. 1925, Parigi, Francia) è attore comico, produttore e regista, ma soprattutto è la prima vera star a cui il proprio personaggio, ricorrente in una serie di film, ha dato immediata riconoscibilità presso il vasto pubblico. Dal 1907 inizia a recitare in una serie di cortometraggi legati al suo personaggio di giovane borghese: Linder è il primo ad inserire nel genere comico una maschera dal profilo psicologico e sociale ben determinato, tanto che in seguito Charlie Chaplin lo eleggerà proprio maestro; la situazione tipica nella quale il personaggio di Max viene a trovarsi è quella di essere in imbarazzo in società, l’ambientazione ricercata è quella della classe media, che rende così esplicito il tentativo dell’industria cinematografica di acquistare una sempre maggiore rispettabilità presso questo ceto sociale. Linder tenta di sfondare andando in America, mette in piedi una propria casa di produzione e prova a staccarsi dal personaggio al quale deve la sua fortuna, ma le cose non vanno bene anche a causa dei suoi problemi con la depressione, malattia che lo affligge da quando ha fatto ritorno dalla guerra. Viene trovato morto in un albergo di Vienna insieme a sua moglie, la causa del decesso pare si imputabile all’assunzione di una eccessiva dose di sonniferi.

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