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King Vidor (King Wallis Vidor n. 1894, Galveston, Texas – m. 1982, Paso Robles, California, U.S.A.) è un regista americano. Dopo un inizio come cameraman per i cinegiornali, Vidor nel 1913 debutta alla regia con il corto The Grand Military Parade; poco dopo viene assunto a Hollywood come sceneggiatore e regista dalla Boy City Film Company. Il primo grande successo di Vidor sarà Peg o ‘My Heart nel 1922, adattamento di una popolare commedia teatrale di Broadway, che lo porterà a firmare un contratto con la Goldwyn Pictures, in seguito Metro Goldwyn Mayer. La sua carriera artistica copre un arco di più di 60 anni, fatto che gli ha permesso di formarsi nell’era del muto e passare poi al sonoro. All’inizio Vidor girerà principalmente film a soggetto bellico, come The Big Parade (1925), ma col tempo tenderà a variare la materia trattata facendo il suo ingresso nel cinema sonoro con il dramma Hallelujah nel 1929, primo film con un cast interamente di colore che parla della vita dei mezzadri dell’epoca: il film ricopre una certa importanza non solo in quanto film con una sincronizzazione sonora, ma in quanto reale tentativo di di rappresentare la vita della comunità afroamericana al di là degli stereotipi popolari diffusi ampiamente in quel periodo. In questa pellicola fortissimo è il tema dell’uomo comune soffocato dalle strutture economiche e sociali, argomento che riemergerà nei film più personali e voluti da Vidor come Street Scene (1931) o Our Daily Bread (1934), tutte opere caratterizzate da un forte impatto umano e da un indubbio impegno sociale. Vidor saprà sempre alternare questa sua produzione più autoriale a film girati su commissione e commercialmente più appetibili, così egli non avrà problemi a passare dal film muto al film sonoro e continuerà a lavorare regolarmente su film a lungo metraggio fino alla fine degli anni ’50. Nel 1980 decide di ritirarsi dal mondo del cinema.

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