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Buster Keaton (Joseph Frank Keaton n. 1895, Piqua, Kansas – m. 1966, Woodland Hills, California, U.S.A.) è un attore e regista americano. Figlio di attori girovaghi del vaudeville, Keaton già all’età di 3 anni è costretto a calcare il palcoscenico. Alla soglia dei suoi 20 anni, recatosi a New York, egli inizia a lavorare come spalla dell’attore comico Roscoe “Fatty” Arbuckle, del quale diverrà amico affezionato e dal quale non si separerà nemmeno nei momenti più bui del declino di Arbuckle, accusato di molestie sessuali e assolto troppo tardi perché la sua carriera potesse ripartire a pieno. Keaton negli anni ‘20 raccoglie attorno a sé tutti i suoi più fidati collaboratori e mette in piedi un proprio studio cinematografico, nel quale girerà delle piccole perle del cinema comico come Convict n.13 nel 1920, per poi passare a lavorare per la compagnia di Joseph Schenck e per la Metro Goldwin Mayer. Quando Keaton inizierà a dirigere i propri corti, lo farà mostrando una sorprendente capacità tecnica non solo nel girare, ma anche nel concepire la storia, cosa che lo porterà spesso a sceneggiare le proprie realizzazioni cinematografiche; egli produce quindi diversi lungometraggi, The Three Ages il primo nel 1923, nei quali la sua maschera da ragazzo sempre serio – verrà chiamato Great Stone Face, ovvero Grande Faccia di Pietra -, imbranato e goffamente disadattato, si esprime al massimo delle proprie potenzialità. La sua comicità, al limite del surreale – e dai surrealisti sempre molto amata – gioca costantemente sui contrasti di vero/falso, sogno/realtà e in un mondo in continuo mutamento, spesso avviato verso la catastrofe, la sua espressione è l’unico punto fermo che ne svela le contraddizioni e gli aspetti più assurdi; in molte sue creazioni, inoltre, Keaton mette in scena il cinema stesso: elementi metalinguistici compaiono in molti suoi film ed in particolare in The Playhouse |►|, in Sherlock Jr. |►| o in The Cameraman |►|. L’arrivo del sonoro costringe Keaton a legarsi alla compagnia MGM e, negli anni ‘30, la sua arte tutta basata sulla fisicità delle gag comincia la sua curva discendente: relegato a ruoli minori, anche la sua vita privata si disgrega e l’alcolismo lo porta a trascorrere un anno in una struttura psichiatrica. Nel periodo immediatamente seguente il secondo conflitto mondiale, Keaton apparirà spesso in televisione e in film importanti come Limelight di Charlie Chaplin nel 1952, ma particolarmente rilevante sarà la sua apparizione in Film (1964), cortometraggio sceneggiato da Samuel Beckett, nel quale il drammaturgo crea terreno fertile per le nevrosi della maschera di uno dei più grandi attori comici della Storia del cinema.

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