03.2 Il cinema francese negli anni Dieci

In Francia, prima che altrove, la cinematografia si era andata consolidando in industria. Agli inizi degli anni Dieci sono ancora la Pathé Frères e la Gaumont a dominare il mercato nazionale ed internazionale. Alice Guy aveva lasciato la Francia nel 1907, a seguito di suo marito Herbert Blaché, per proseguire la sua carriera negli Stati Uniti. Qui avrebbe fondato la Solax Film, la prima casa di produzione diretta da una donna. La Guy aveva lasciato la direzione degli studios della Gaumont al suo collaboratore  Louis Feuillade che si rivelò geniale regista di serial, come quello comico di Bébé, personaggio interpretato dall’attore bambino  Renè Dary, ma fu quello criminale di Fantômas a raggiungere la maggiore popolarità.

Queste serie si rivelarono un portentoso affare per i produttori francesi. I serial permettevano, infatti, la fidelizzazione del pubblico. Al successo di Fantômas la Pathé rispose la serie de Le avventure di Paolina diretta da Louis J. Gasnier lanciando quella che sarà la prima diva di questo genere: l’attrice americana Pearl White. La Gaumont non restò a guardare e mise in cantiere la serie di Les Vampires, sempre diretta da Louis Feuillade. Incentrata sulle avventure di una banda di criminali, il personaggio più popolare di questa serie fu quello dell’affascinante Irma Vep interpretato da Musidora che divenne una vera e propria icona del cinema francese.

Musidora nel ruolo di Irma Vep in Les Vapires

Questi serial che presentavano criminali come eroi, spesso facendosi gioco delle forze dell’ordine, suscitarono l’irritazione della morale borghese. Per queste ragioni Feuillade ideò il personaggio del giustiziere Judex, ben più conforme alla comune morale, ma che non rinunciava alla star di Musidora. I dodici episodi del serial vennero girati nel 1914 ma, a causa dello scoppio della guerra, distribuiti soltanto nel 1916.

Max Linder

In questo decennio non si assiste soltanto all’apogeo del serial. Il genere comico diventa estremamente popolare grazie alla figura di Max Linder. Era stato Ferdinand Zecca l’iniziatore di questo genere che in Francia aveva assunto la forma dello slapstick comedy, brevi filmati dalle trame esili basati su gag semplici ed immediate come quelle dei comici della Commedia dell’Arte all’italiana il cui ricordo sopravviveva ancora nel teatro francese ed in particolare nel vaudeville. Slapstick ( lett. bastone per gli schiaffi) altro non è che il battoccio, il bastone che Arlecchino teneva al suo fianco poi divenuto il simbolo stesso di quell’antica forma di teatro. La prima serie comica di successo era stata quella di Boireau, il personaggio creato da Andrèe Deed per la Pathé. Deed interpretò numerosi cortometraggi del genere prima di lasciare la Francia per l’Italia dove divenne il non meno celebre Cretinetti. Fu per colmare questo vuoto che la Pathé aveva assunto Max Linder nel 1905, dapprima affidandogli diversi ruoli come attore, successivamente, una serie tutta sua a partire dal 1908.

Max Linder fu il primo ad inserire nel genere comico un personaggio dal profilo psicologico e sociale ben determinato. Non più soltanto torte in faccia e scivoloni su bucce di banana. La situazione tipica nella quale il personaggio di Linder veniva a trovarsi era quella di essere in imbarazzo in società. I suoi film erano quasi sempre ambientati nella classe media, rendendo manifesto il tentativo dell’industria cinematografica di acquistare una sempre maggiore rispettabilità presso questo ceto sociale.

La popolarità di Linder esplose tra il 1909 e il 1914, anni durante i quali produsse centinaia di cortometraggi comici con regolare cadenza settimanale. Purtroppo non sono sempre le opere migliori quelle che ci restano di questa sterminata produzione, ma pur sempre sufficienti a farci comprendere perché il grande Charlie Chaplin si dichiarò suo fan e definì Linder suo maestro.

In Max boxeur par amour (1912) debutta come attore il giovane Maurice Tourneur che ben presto passerà alla regia dirigendo diversi corti in Francia prima di recarsi, nel 1914, negli Stati Uniti per dirigerne altri sempre per conto della  Éclair, una casa di produzione franco-americana. Tourneur sarebbe dovuto rientrare in patria nello stesso anno, ma fu bloccato negli Stati Uniti per via dello scoppio delle ostilità. Decise, quindi, di continuare la sua carriera ad Hollywood dove produrrà le sue opere migliori contribuendo al rilancio ed al rinnovamento del cinema americano. Figures de cire (1914) fu l’ultimo cortometraggio che Tourneur diresse in Francia.

Riferimenti bibliografici e sitografia

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